GLI ATTORI DELLA RICERCA PER LA QUALITÀ DI VITA NEI BORGHI                             

di Patrizio Massi

Nessuna descrizione del mondo ci restituisce il modo di essere del mondo,
ma ciascuna di esse ci fornisce un modo di essere del mondo.
Nelson Goodman

In questi anni il desiderio di voler avere dati per poter rispondere alle esigenze di cura e benessere, in primis psicologico, ha portato a lavorare nel 2024, nel 25 e nel 26, arrivando a produrre un community assessment.

Periodicamente il gruppo di lavoro si incontra per poter riflettere su modelli teorici di riferimento e entrare nella dimensione dei legami sociali e degli stili di vita possibili, individuabili nelle realtà individuate in una prima pianificazione per la ricerca e altre che hanno fatto richiesta di partecipare.

Occasione di crescita e di riflessione su scopi esistenziali.

Il nostro desiderio è un processo di integrazione, etimologicamente parlando, “integrare”-  “rinnovare” per una lettura della vita sociale delle comunità borghigiane ricche di diversità e peculiarità, aspetti del vivere il borgo che consentono di stare insieme condividendo finalità e modi di essere.

È vero che abbiamo individuato quattro linee di lavoro:

  • Individuale/intrapersonale: si focalizza sulle esperienze, percezioni ed emozioni dei singoli individui all’interno del borgo;
  • Interpersonale: esamina la qualità delle interazioni sociali, il supporto sociale disponibile e le reti di relazioni personali tra gli individui all’interno del borgo;
  • Posizionale: analizza le disuguaglianze e disparità di status, potere e risorse all’interno del borgo;
  • Ideologico-culturale: esplora le credenze, i valori e le norme culturali presenti nel borgo e il loro impatto sulla qualità di vita,

ma siamo consapevoli che per poter replicare il lavoro che stiamo svolgendo abbiamo bisogno del “mozzo della ruota” di una nostra struttura che ha un tono meno protocollare, ma maggiormente a griglia, utile per leggere componenti emotive, motivazionali e  cognitive.

Due punti su cui focalizzare l’approccio, basato sulla ricerca psicosociale ed etnografica, che punta a valorizzare il territorio come spazio di crescita personale.

Il primo articolo della rivista Nostos di Maggio 2024 di Moreno Marcucci, diviso in quattro parti, dal titolo “la terapia sistemica intersoggettiva” apre citando M. Houllebech “… è nel rapporto con gli altri che si prende coscienza di sé”, punto di sintesi essenziale che indica gli obiettivi che permetteranno di approfondire l’esperienza relazionale nei borghi.

Tessere relazioni con i servizi sociali dei borghi delle province marchigiane che hanno accolto e stanno accogliendo ciò che viene presentato, io stesso alla regia di questo percorso, fatto di caratterizzazioni, scopi, scelte e decisioni, sento quanto è fertile l’incontro continuo con il gruppo di lavoro portando una collezione più vasta di teorie prendendo in considerazione quanto l’approccio sistemico per gestire tale complessità di contenuti e lavoro sia foriero di significato.