L’interesse clinico per la qualità di vita nei borghi marchigiani

di Patrizio Massi

L’importanza del valore della salute mentale e il benessere dei cittadini, l’ho voluto focalizzare in luoghi da scoprire, come lo sono i borghi delle Marche.

 L’obiettivo principale della ricerca è quello di promuovere lo sviluppo dell’identità individuale per  valorizzare il borgo come comunità attraverso la valutazione della qualità di vita e configurare il rapporto tra società e salute come indicatore culturale  importante e di valore civile. 

La ricerca consentirà di acquisire nuovi strumenti che permetteranno di approfondire l’esperienza relazionale e umana nel borgo, con il fine di tracciare interventi personalizzabili per migliorare il benessere delle persone. La ricerca nasce dal fabbisogno di contrastare l’impoverimento e il disagio sociale attraverso la cultura dell’integrazione favorita mediante il coinvolgimento della comunità e il rafforzamento della coesione e del senso di appartenenza al territorio.

La metodologia che verrà utilizzata riguarda il campo della RICERCA PSICOSOCIALE ED ETNOGRAFICA. La ricerca psicosociale si concentra sull’analisi dei fenomeni sociali e individuali attraverso una lente che considera sia gli aspetti psicologici che quelli sociali. Nel contesto dei borghi, la ricerca psicosociale esamina la qualità di vita, ossia il benessere individuale e collettivo, considerando quattro livelli di analisi:

  • Individuale/intrapersonale: si focalizza sulle esperienze, percezioni ed emozioni dei singoli individui all’interno del borgo;
  • Interpersonale: esamina la qualità delle interazioni sociali, il supporto sociale disponibile e le reti di relazioni personali tra gli individui all’interno del borgo;
  • Posizionale: analizza le disuguaglianze e disparità di status, potere e risorse all’interno del borgo;
  • Ideologico-culturale: esplora le credenze, i valori e le norme culturali presenti nel borgo e il loro impatto sulla qualità di vita.

La certificazione di borgo più bello si ottiene con visite periodiche tramite indagine basate su diversi parametri, tra cui la qualità urbanistica come preservazione del legame tra microsistema urbano e ambiente naturale circostante, è un aspetto importante, ma l’aspetto psicologico è una dimensione fondamentale per poter parlare di bellezza, oltre all’estetica, in particolare per un territorio “porta sociologica della grande provincia italiana”. Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia, reportage radiofonico, diventato poi un libro di grande successo effettuato lungo la penisola a metà anni cinquanta del secolo scorso, descriveva le Marche con queste parole:

“Le Marche sono al plurale. Il Nord ha tinta romagnola; l’influenza toscana e umbra è manifesta lungo la dorsale appenninica; la provincia di Ascoli Piceno è un’anticamera dell’Abruzzo e della Sabina. Ancona, città marinara, fa parte per se stessa […]. Nessuna città marchigiana ha un vero predominio nella regione […]. Ma per quanto ne accolgono i riverberi, le Marche non somigliano veramente né alla Toscana, né alla Romagna, e neppure all’Abruzzo, o all’Umbria”. Come la bassa marca o i “dolci colli”, il paesaggio va scoperto, vanno scoperti i piccoli borghi come vanno scoperte le emozioni in una terra di confine nel “bel paese con li dolci colli”, abbiamo bisogno del rigore scientifico come dimensione concreta  partendo anche dal leggere aspetti antropologici, sociologici, culturali.  

Fondamentale la radice filosofica del pensiero che ha prodotto un disegno di ricerca per potersi unire a una matrice esistenziale come fatto sociale.

(Già pubblicato in “Nostos” n.14 – maggio 2024. Nel prossimo numero della rivista uscirà un articolo di approfondimento).