GLI ATTORI DI MARCHE STUDI

Ancora Marta Bozzi lascia le sue impressioni sui progetti che la vedono coinvolta

di Patrizio Massi

I protagonisti dell’associazione che operano con la loro conoscenza per la territorialità: come puoi esprimere i punti qui sotto elencati?
Il lavoro di oggi:
«Attualmente il gruppo, attraverso un approccio multidisciplinare e di co-progettazione, si dedica costantemente alla ricerca e all’identificazione dei bisogni del territorio locale, in modo da pianificare e mettere in pratica piani di azione e intervento. Ogni mese, i membri si riuniscono per condividere il proprio sapere specialistico, contribuendo alla formazione del gruppo».

    La tua filosofia: valori, motivazioni e cultura:
    «”Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere”. Il pensiero di Henry David Thoreau rappresenta la filosofia di vita che cerco di perseguire e di proiettare nei diversi campi dell’esistenza. Il guardare non presuppone necessariamente che si riesca anche a vedere: ecco, vedere, mettere ovvero in atto il processo più complesso e profondo della percezione, è il motore che alimenta la mia curiosità e il desiderio di cercare oltre l’apparenza, di capire, scoprire, interpretare e, soprattutto, fare in modo di crescere sempre».

    • L’associazione basata sulla conoscenza:
      «Come primo obiettivo, Marche Studi mira ad una conoscenza della natura delle organizzazioni del territorio, a partire dalla sua storia, dalle emozioni e dai linguaggi differenti delle persone che ne fanno parte. Una conoscenza del territorio che abbraccia il valore dell’etica e della responsabilità. La conoscenza è a mio parere non semplicemente un insieme di competenze e saperi tecnici, ma deve riguardare anche e soprattutto quegli ambiti dell’esistenza che danno significato alla nostra realtà: riprendendo il pensiero del filosofo Henry David Thoreau, andare oltre la percezione della superficie osservabile della realtà per arrivare ad una conoscenza più profonda e completa».
    • Le conoscenze vanno messe in gioco:
      «All’interno di una cultura dell’integrazione, l’associazione incoraggia i singoli a mettere in pratica le proprie esperienze: questo è il grande valore di Marche Studi, i cui attori si muovono verso la stessa direzione mantenendo la propria identità e coltivandone una seconda, quella plurale del gruppo. Credo che la capacità di mettere in gioco le proprie conoscenze sia un’abilità fondamentale nella propria professione ma anche nelle scelte quotidiane di vita. Condividere le proprie competenze significa anche imparare a relazionarsi con saperi diversi, senza aver paura che questi ultimi possano entrare in conflitto con la propria storia e realtà: le conoscenze possono aprirsi al cambiamento, evolvere grazie all’altro e all’eterogeneità del gruppo».
    • Orientati alle relazioni del territorio come innovazione: «L’innovazione dell’associazione è proprio quella di essere orientata alla rinascita, sociale ed economica, delle risorse del territorio marchigiano. Rinascita come promozione del riconoscimento dell’identità, senso di sviluppo e di apprendimento delle comunità locali, delle istituzioni, dei gruppi formali e informali della regione Marche. Marche Studi sostiene concretamente l’innovazione del territorio attraverso progetti di ricerca scientifica che hanno l’obiettivo di contribuire al progresso e al benessere culturale ed economico della regione».