Le idee hanno bisogno di concretezza

Deborah Mendolicchio ci parla delle sue intuizioni e aspirazioni

di Patrizio Massi

Come hai conosciuto Marche Studi?
«Ho conosciuto Marche Studi grazie a Patrizio Massi».

Qual è il motivo per cui hai pensato di partecipare alle idee progettuali dell’Associazione?
«Amo le sinergie multidisciplinari. Sono formatrice e mentore di marketing delle relazioni sinergiche, in ambito professionale. Per questo subito ho colto lo spirito trasversale dell’associazione che, anziché anteporre la competizione, propone la collaborazione, la condivisione, la compartecipazione. Mi sento nel gruppo dei pari in quanto opportunità, e nella trasversalità in quanto varietà di professionalità aderenti».

Come pensi di poter contribuire?

«Come orientatrice ASNOR e Formatrice AIF esperta in area arte e cultura, intendo mettermi a disposizione per progetti in cui queste specializzazioni possano potenziare i progetti dei miei colleghi associati. Contestualmente ho vari progetti da sottoporre verso i quali ho carenze! Quindi sarò io a chiedere aiuto condividendo percorsi e obiettivi».

Quale valore possiamo portare al territorio come gruppo?
«La multidisciplinarità che fa sinergia è senza dubbio la strada maestra per sviluppare valore nel territorio e oltre. Insieme ad un senso di responsabilità sociale d’impresa, che mi pare accomuni tutti noi nel voler creare un modello partecipativo».

Individuare le peculiarità dei territori, anche da un punto di vista antropologico, per promuovere ricerche che abbiano una ricaduta sulle esigenze della cittadinanza, diventa una questione di coscienza sociale. Questa è la missione di Marche Studi. Come è possibile contribuire a questo obiettivo dal tuo punto di vista personale e professionale?
«Le idee hanno necessità di concretezza. Le parole di solidificarsi a terra. Le intuizioni, di trasformarsi in progetti sostenibili e raggiungibili. Fissare obiettivi e scadenziare tempi, momenti, con azioni pratiche, soggette a controlli, analisi e miglioramenti, è la modalità che più si avvicina al reale “contribuire” in modo pratico».