Borghi che resistono: Marche Studi ETS porta la ricerca psicosociale nei piccoli comuni
Intervista a Patrizio Massi, presidente di Marche Studi ETS — Radio Arancia Network, 4 marzo 2026

a cura di Marina Giuseppina Robino*
Speaker Radio Arancia: Stamattina abbiamo chiamato il dottor Patrizio Massi. Lui è uno psicologo che, insieme ad alcuni colleghi e colleghe, ha messo a punto questo progetto. Patrizio, buongiorno, ben arrivato qui da noi.
Patrizio Massi: Buongiorno, buongiorno a tutti!
Speaker: E allora vogliamo parlare di Marche Studi?
Patrizio Massi: Marche Studi è un’associazione che è nata diversi anni fa e l’anno scorso ha avuto anche una veste nuova perché è diventata ente del terzo settore. E noi ci siamo impegnati a dargli questo abito. C’è stata la possibilità poi di iscriverci al registro nazionale del terzo settore (il Runts) e una caratteristica che ci ha facilitato l’iscrizione negli anni è aver creato una rete sia a livello regionale ma anche a livello nazionale con altre associazioni e fondazioni.
Speaker: Che cosa proponete?
Patrizio Massi: Proponiamo un’attività di ricerca e un’attività di consulenza per individuare lo stato di salute che abbiamo nei nostri borghi e nel territorio marchigiano e direi, a questo punto, anche oltre; perché anche altre associazioni e fondazioni a livello nazionale si sono interessate al modello che abbiamo costruito in questo periodo. Un po’ la battuta è stata: come tu hai pensato a Marche Studi perché noi non possiamo fare Veneto Studi o Toscana Studi. In particolare, con altre associazioni di psicologi a livello nazionale.
Speaker: Come rispondono i borghi, Patrizio?
Patrizio Massi: I borghi sono la realtà prevalente che noi abbiamo nel territorio. L’idea mi è venuta soprattutto lavorando, anni fa, con i servizi sociali e mi muovevo nei territori più piccoli e allora vedevo questa enorme differenza che c’era con le realtà più grandi. Il borgo ha delle risorse uniche che purtroppo rimangono nascoste. Durante il periodo del Covid avevamo questa esigenza di confrontarci perché la differenza enorme da chi poi arriva – penso in particolare agli adolescenti che hanno fatto gli anni di scuola a distanza – e poi si sono trovati ad arrivare nelle scuole che hanno scelto, che sono nei campus scolastici delle realtà molto più impegnative.
Speaker: Cosa fate a livello proprio concreto nei borghi che prendete in esame?
Patrizio Massi: Noi abbiamo pensato di costruire un lavoro di ricerca e differenziare la ricerca che possiamo fare. Il termine ricerca diventa spesso molto vago e l’abbiamo differenziato specificando che cos’è la ricerca etnografica. Allora vuol dire con la ricerca etnografica tirare fuori il sentimento, l’esigenza, i bisogni delle persone che vivono all’interno del borgo. La ricerca antropologica ci dà proprio il valore — le tradizioni, l’identità, i linguaggi, le culture locali. Tutto quello che poi ci porta a individuare i bisogni e le fragilità di una comunità. Il nucleo della ricerca diventa la ricerca psicosociale.
Speaker: Abbiamo capito che gli interventi sono più che altro sociali, educativi, culturali, ma vi rivolgete alle scuole immagino, no?
Patrizio Massi: Alle scuole, sì. Tant’è vero che noi abbiamo fatto un ultimo evento il 30 gennaio a Jesi con le scuole superiori dove abbiamo fatto gli interventi più grossi: per individuare le scuole di provenienza da dove arrivano gli studenti, per creare un ponte con le scuole superiori e con gli istituti comprensivi.
Speaker: Quali sono allora i borghi che hanno aderito a questo progetto così interessante, Patrizio?
Patrizio Massi: Allora noi abbiamo dei borghi a livello regionale che si sono interessati proprio con una prima intervista: Montecassiano, Loro Piceno, San Marcello che ha avuto un interesse marcato. Poi tutto nasce qui a Senigallia. Adesso, in questo momento, abbiamo la fortuna di entrare nella Fondazione Ampioraggio. È una fondazione che a settembre nell’ambito di “Jazz Inn” ci ha selezionato come case giver, come portatori di un metodo, di un caso, che quest’anno porteremo a Ostra. Con Ostra abbiamo aperto un dialogo e ci interessa portarlo avanti, come territorio ricco di borghi e di identità definite.
Speaker: Io ho una domanda, una curiosità. Immagino che poi questo lavoro che lei parzialmente ci ha descritto non sia neanche tanto semplice da fare. Visto che negli ultimi vent’anni molti di questi borghi, paesi di piccole e medie dimensioni, si stanno spopolando. Si sono già spopolati, no? Perché c’è stata questa transizione che non riguarda solo la nostra regione, ma riguarda anche altri territori d’Italia, in cui gli appennini e le campagne si stanno svuotando, si sono svuotati in favore delle località sulla costa.
Patrizio Massi: La parola chiave è proprio questa. Tant’è vero che quando ho presentato al Club dei Borghi Più Belli d’Italia l’idea – che tempo fa era un prototipo – proprio loro hanno detto che non certificano un museo. Il lavoro di relazioni e soprattutto il numero di associazioni attive che ci sono nei borghi ci dà la possibilità di lavorare con un livello più alto, più di profondità. Ecco perché abbiamo voluto differenziare il tipo di ricerca. Dalla ricerca possiamo fare gli interventi di prevenzione legati anche allo spopolamento e soprattutto al rapporto più stretto con i servizi sociali e con gli istituti comprensivi: gli studenti partono dalle scuole dell’obbligo per poi scegliere le varie scuole di indirizzo, andando nelle cittadine più grandi. Se il borgo continua a offrire qualcosa di importante, lo studente, che poi diventerà l’adulto – anche chi in molte realtà ha mantenuto il legame saldo – quando andrà a fare poi l’università o troverà altri posti di lavoro, ritornerà al paese d’origine. Ho citato prima Ostra: è un esempio con la sua vocazione musicale. Hanno una scuola a indirizzo musicale, una banda, tanto che gira intorno alla musica. Abbiamo visto che anche chi ha dovuto fare delle scelte di studio professionali tende poi a ritornare al proprio paese. Ecco l’aspetto che si cerca di osservare, che rientra un po’ nel termine delle dinamiche relazionali nei gruppi e nelle organizzazioni e che possiamo trovare all’interno del borgo.
*Consigliere Direttivo Marche Studi
