La felicità della ricerca

Un sentiero tra arte, territori e benessere

di Deborah Mendolicchio

Cosa accade quando smettiamo di inseguire la felicità come un traguardo lontano e iniziamo a riconoscerla nei passi che compiamo ogni giorno?

È questa la domanda che mi ha attraversato in occasione di Color Light, la giornata di confronto e visione che si è svolta il 17 maggio 2025 presso Lo Spazio delle Arti e del Futuro Pensiero di Ursini & Son a Città Sant’Angelo (PE).
Un evento in cui luce, arte e incontro si sono intrecciati come elementi vivi di un pensiero in trasformazione. In cui l’imprenditore Vittorio Ursini, ha deciso di ospitare la mostra permanente di oltre 100 opere d’arte di Anja Kunze, artista spirituale e informale di origine tedesca.

Tra gli interventi della conferenza, lo psicologo Patrizio Massi ha proposto un cambio di sguardo: coltivare la felicità come atteggiamento da vivere.
Non è il traguardo a renderci vivi, ma l’atto stesso della ricerca.
Esplorare. Osservare. Domandare.
“È nel cammino che l’essere umano evolve” – ha affermato – restituendo centralità alla curiosità come forma di consapevolezza.

Questa prospettiva viene tradotta da Marche Studi in progetti concreti, che mettono in relazione arte, neuroscienze, territori e relazioni umane.
Tra questi, il supporto a CurArti, un percorso di ricerca e sviluppo in arte terapia che nasce dal desiderio di riportare l’arte al cuore dei processi trasformativi, là dove il bisogno di esprimersi incontra la possibilità di curare.

Durante l’evento del 17 maggio, la mostra curata all’interno dello spazio espositivo, ha offerto un esempio visivo e tangibile di questo approccio: le opere, i suoni, le presenze… tutto parlava una lingua diversa.
Quella dell’attesa, dell’ascolto, del possibile.

In un tempo che accelera verso risultati, la felicità della ricerca ci chiede invece di rallentare, di abitare il processo e di restituire dignità all’esplorazione.

L’arte, in questa cornice, non è mai decorazione.
È un atto generativo.
È una pratica di bene.