Gli attori di Marche Studi

I protagonisti dell’associazione che operano con la loro conoscenza per la territorialità

Patrizio Massi al secondo incontro con Moreno Marcucci

Come puoi esprimere i punti qui sotto elencati? Il lavoro di oggi, la tua filosofia: valori, motivazioni e cultura?
«Il valore principale del mio lavoro è il miglioramento della salute mentale nella vita delle persone e lo studio delle organizzazioni sociali come enti che partecipano al benessere della vita psicologica degli individui. Le motivazioni sono legate a degli interessi sviluppati nel corso e nelle prime esperienze avute nello studio della medicina. Sono ben presto entrato in una concezione olistica della persona umana e credo che questa visione si realizza in un approccio multifattoriale e multicontestuale, orientato al benessere del corpo e della mente».

L’associazione basata sulla conoscenza:
«La conoscenza è un’ integrazione tra informazioni e prassi applicative, le prassi applicative si formano sui progetti di analisi e di studio dei fenomeni i quali rappresentano sempre il primo step della conoscenza. L’analisi dei fenomeni che portano alla conoscenza dovrebbe esse condotta in una modalità che vorrei definire “neutre”, cioè senza precedenti preconcetti o orientamenti precostituiti che vadano a inficiare l’interpretazione dei dati o l’analisi dei percorsi».

Le conoscenze vanno messe in gioco:
«Le conoscenze vanno sicuramente messe in gioco anche perché se ciò non avvenisse abbiamo solo sprecato delle risorse e del tempo. Anche in questa pratica è necessario porsi come analisti critici, nel senso di correggere e migliorare costantemente i risultati delle applicazioni messe in gioco e cioè non arroccarsi su delle ipotesi preformate dell’applicazione stessa.
Il modello di analisi è quello antropologico mutuato dal pensiero dei filosofi e sociologi francesi che si arricchisce di una impostazione sistemica relazionale retroattiva, cioè di analizzare le connessioni che si creano fra i fenomeni interattivi e i processi retroattivi cioè i meccanismi di bilanciamento che il sistema o gli individui mettono in atto in rapporto agli stimoli ricevuti in modo da analizzare l’effetto delle applicazioni a cascata e nei suoi percorsi di ritorno senza frazionare l’analisi delle applicazioni su frammenti delle interazioni, cioè tenendo conto dei feedback e delle ridondanze che si sviluppano all’interno dei percorsi applicativi».

Orientati alle relazioni del territorio come innovazione:
«Negli ultimi anni alcune correnti nel mondo della psicoterapia sistemica si sono orientate verso un’integrazione dei valori dei contesti sociali nella risoluzione o nell’aggravamento dei percorsi del disagio psichico. Faccio riferimento alle correnti del costruzionismo sistemico come percorso di inclusione dei valori narrativi sociali e della loro influenza nell’integrazione degli individui.
Questa impostazione che, mi sembra utile nelle tematiche di questo progetto, supera l’idea che ci siano degli esperti che sanno o dei valori sociali ai quali l’individuo deve adeguarsi; bensì propone l’analisi dei percorsi in relazione all’incontro di mondi, individuali, familiari, sociali e dei risultati sempre molteplici e personalizzati di questi percorsi interattivi.
In questo processo l’innovazione, rispetto al passato, avviene nell’accettazione che la cultura è in grado di plasmare la vita dell’uomo e della sua mente fornendo elementi interpretativi sociali del suo comportamento. Questi aspetti di interpretazione sociale avvengono attraverso processi narrativi e non tramite aspetti normativi e questo rende utile lo studio dei processi narrativi nei piccoli borghi, perché è attraverso di essi che possiamo conoscere le prassi narrative che favoriscono o complicano la percezione delle azioni agite nel contesto sociale».