Le interviste di Marche Studi

Incontro con Elena Bellantoni

Come hai conosciuto Marche Studi?
«Me ne hanno parlato Deborah Mendolicchio e Patrizio Massi e sono stata subito affascinata dalla possibilità di contribuire grazie alle mie due grandi passioni: l’essere umano e l’arte».

    Qual è il motivo per cui hai pensato di partecipare alle idee progettuali dell’Associazione?
    «Ho voluto partecipare al lavoro di Marche Studi perché credo profondamente nel valore della trasformazione, non solo personale ma anche collettiva. La missione di valorizzare le peculiarità del territorio e rispondere alle esigenze della comunità si sposa perfettamente con il mio impegno nel creare cambiamenti positivi e sostenibili, aiutando le persone a riscoprire e mettere a frutto la loro unicità».

    Come pensi di poter contribuire?
    «Il mio contributo può essere quello di aiutare le persone e le comunità a trasformare le proprie risorse in strumenti di crescita e innovazione, creando connessioni profonde tra identità personale e collettiva. Questo attraverso strumenti come il podcast, articoli e/o webinar con tematiche sullo sviluppo e la crescita dell’individuo».

    Quale valore possiamo portare al territorio come gruppo?
    «Possiamo portare al territorio un valore unico attraverso la valorizzazione delle singolarità locali e la promozione di ricerche mirate alle esigenze dei cittadini, contribuendo così allo sviluppo sociale e culturale della comunità. Individuare le peculiarità dei territori, anche da un punto di vista antropologico, per promuovere ricerche che abbiano una ricaduta sulle esigenze della cittadinanza, diventa una questione di coscienza sociale. Questa è la missione di Marche Studi».

    Come è possibile contribuire a questo obiettivo dal tuo punto di vista personale e professionale?  
    «Dal mio punto di vista personale e professionale, il contributo a un obiettivo come quello di Marche Studi si fonda su tre pilastri: ascolto, consapevolezza e azione trasformativa».

    Ascolto e mappatura delle peculiarità antropologiche:
    «Un territorio è un ecosistema complesso di storie, valori e comportamenti. Il mio lavoro come coach e trainer mi ha insegnato quanto sia cruciale ascoltare profondamente le persone per comprenderne i bisogni, le credenze e le aspirazioni. Applicando questa abilità al contesto di un territorio, significa coinvolgere la cittadinanza in dialoghi aperti per identificare ciò che li rende unici: le tradizioni, i valori culturali e le necessità emergenti».

    Promuovere la consapevolezza collettiva:
    «Attraverso percorsi di formazione e comunicazione mirata, è possibile trasformare le peculiarità di un territorio in una leva di crescita. Aiutare le persone a riscoprire il senso di appartenenza alla propria terra, mettendo in luce come la storia e l’antropologia locale possano generare innovazione e creare cambiamento positivo».

    Azioni di trasformazione con impatto sociale:
    «Ad esempio, lavorando con enti locali, scuole e comunità per creare laboratori di crescita personale, empowerment collettivo e sviluppo delle competenze legate al territorio. L’obiettivo è quello di trasformare le sfide di una comunità in opportunità, facendo leva su un approccio pratico e orientato al futuro».

    (da un’idea, progetto di Patrizio Massi)