“Mindfulness a supporto delle relazioni e dell’evoluzione organizzativa”

di Marta Bozzi e Maddalena Manieri

“Il percorso della mindfulness approda ad una profonda autoconsapevolezza che apre la mente a un modo nuovo e più sereno di pensare alla salute, al lavoro e alla vita di relazione” (Jon Kabat-Zinn).

Tratta da filosofie orientali, la mindfulness è una forma di meditazione che si è particolarmente diffusa negli ultimi 40 anni anche nel mondo occidentale. Il termine meditazione deriva da quello latino meditatio/meditor, ovvero penso, rifletto, mi esercito, pratico. Nella sua forma frequentativa diviene medeor, nonchè curo, guarisco. La pratica di mindfulness, infatti, consiste nel prestare attenzione al momento presente in modo da poter assumere consapevolezza del qui ed ora, di quello che sta accadendo in noi e intorno a noi.

Riprendendo il pensiero e la filosofia del biologo statunitense Jon Kabat-Zinn, Patrizio Massi, per il gruppo Raffello Editore, ci spiega come la mindfulness non coincide con una semplice pratica di rilassamento. Se fai un esercizio di rilassamento e alla fine non sei rilassata, hai fallito. Ma se stai praticando la consapevolezza, la sola cosa importante è la tua disponibilità a osservare e stare con le cose così come sono nel presente, compresi la tensione e il disagio. Se questa disponibilità c’è, non puoi fallire. Il fatto di esserne consapevole è una risposta potente, che apre nuove possibilità di crescita e di azione.

“L’uomo non è disturbato dalle cose in sé, ma dal modo che egli ha di vederle” (Epitteto)


La mindfulness non si prefigge il problem solving, (cioè la soluzione dei problemi), ma la meditazione stessa, ovvero una migliore osservazione di questi ultimi e di come noi stessi funzioniamo di fronte alle problematicità e nella vita di tutti i giorni. Si tratta di una pratica quotidiana del prestare attenzione al momento presente, che è l’unico momento che realmente esiste e, per questo, il momento della verità. La vera realtà, infatti, non può essere nel passato, così come il nostro futuro non può essere costruito in altre condizioni se non nel momento presente. 

In questo momento storico caratterizzato da continui mutamenti, sia le organizzazioni che gli individui si trovano costantemente di fronte alla sfida dell’adattamento. I contesti organizzativi e umani sono chiamati a reinventarsi per rispondere alle trasformazioni in corso, e diventa quindi essenziale individuare le competenze necessarie per affrontare tali sfide, così come identificare i settori che richiedono innovazione. In questo scenario di rapida evoluzione, la mindfulness può rivelarsi uno strumento prezioso, in grado di accrescere la consapevolezza della necessità e l’accettazione del cambiamento, aiutandoci a gestirlo in maniera efficace.

Praticare la mindfulness significa essere meno resistenti al cambiamento, poiché si sviluppa una maggiore capacità di vivere il presente e di accogliere l’incertezza, senza rimanere ancorati al passato o preoccupati per il futuro. Questo favorisce un atteggiamento più flessibile e creativo, essenziale per promuovere l’innovazione e l’adattamento nei contesti organizzativi in evoluzione. Grazie a questa pratica, siamo in grado di mantenere il focus sugli obiettivi essenziali, senza farci distrarre da ostacoli interni, come dubbi e paure, o da fattori esterni, come incertezze economiche o sociali.

Inoltre, la mindfulness non si limita a facilitare il processo di cambiamento, ma ci aiuta anche a mantenere una chiara consapevolezza di ciò che è davvero importante una volta che la fase di trasformazione si è consolidata. Questo è particolarmente utile nei momenti in cui il cambiamento, ormai stabilizzato, rischia di farci perdere di vista i valori e le priorità che ci guidano.

Un altro aspetto rilevante della mindfulnessè la sua capacità di promuovere la compassione, sia verso sé stessi che verso gli altri. Questa attitudine compassionevole non solo agevola la costruzione di relazioni più sane, non giudicanti e collaborative all’interno delle organizzazioni, ma ha anche un effetto preventivo rispetto al burnout e alla fatica psicologica. Infatti, praticare la mindfulness favorisce una maggiore capacità di gestire lo stress e di ritrovare equilibrio, riducendo il rischio di disagio psicologico e fisico.

“All’interno del caos organizzato e della complessità familiare e lavorativa, con esigenze e responsabilità che comportano frustrazioni e soddisfazioni incomparabili, esistono ampie occasioni di scegliere la semplicità a piccole dosi.” (JonKabat-Zinn).


Abbracciare la semplicità, grazie ad una maggior apertura mentale e creatività coltivate dalla pratica mindfulness, costituisce un elemento essenziale per favorire l’innovazione e l’adattamento in ambienti organizzativi in costante evoluzione.

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