Intervista a Nicola Trono

di Patrizio Massi

Come hai conosciuto Marche Studi?
«Ho conosciuto Marche Studi grazie a Patrizio che me ne ha parlato durante degli incontri in cui discutevamo di formazione aziendale e sviluppo del territorio».

  • Qual è il motivo per cui hai pensato di partecipare alle idee progettuali dell’Associazione?
    «Innanzitutto le idee progettuali dell’Associazione si intrecciano con diverse tematiche a me care, legate anche al territorio e alla realtà che ci circonda. Poi l’idea di dovermi avvicinare a un gruppo di individualità diverse per me è molto stimolante, un modo per apprendere attraverso il confronto con persone con le quali si condivide un bisogno di conoscenza che ci porta a ricercare insieme soluzioni soddisfacenti e sensate. È proprio nelle comunità di pratica, fatte da reti relazionali, che si individuano soluzioni collaborative dei problemi e questo facilita l’apprendimento dell’esperienza e lo sviluppo di nuove conoscenze».
  • Come pensi di poter contribuire?
    «Condividendo il mio sguardo personale, le mie riflessioni, le mie esperienze di vita».
  • Quale valore possiamo portare al territorio come gruppo?
    «Un gruppo di lavoro multidisciplinare come Marche Studi è in grado di cogliere tutte le sfumature di un territorio e può partire dalla valorizzazione della consapevolezza dei beni relazionali che possono accrescere il valore dell’azione collettiva.
    Individuare le peculiarità dei territori, anche da un punto di vista antropologico, per promuovere ricerche che abbiano una ricaduta sulle esigenze della cittadinanza, diventa una questione di coscienza sociale. Questa è la missione di Marche Studi».

Come è possibile contribuire a questo obiettivo dal tuo punto di vista personale e professionale?  
«Viviamo in un contesto storico in cui le macchine intelligenti stanno rendendo l’individuo sempre più solo e dove gli elementi fondanti di una comunità come le tradizioni, gli stili di vita, il patrimonio culturale, sociale, ambientale, le relazioni, si stanno perdendo a causa dei cambiamenti epocali introdotti nella società attuale. Per questo è fondamentale partire da una fotografia, in bianco e nero, storico-sociale di un determinato territorio per poi capirne le peculiarità, le potenzialità inespresse e le ricchezze che esso nasconde attraverso la restituzione di una fotografia a colori capace di attivare il valore dell’azione».